La lavorazione

La Nuova Sarda Industria Casearia nasce ufficialmente nel 1990 a seguito dell’assorbimento di un antico caseificio di Gonnosfanadiga, importante centro agricolo-artigianale della Sardegna centro meridionale.

La proprietà stessa rimase invariata, ma trasmise il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze, al nuovo e più moderno stabilimento situato nel comune di San Nicolò D’Arcidano (OR).

Fin dal lontano 1936, la Famiglia Fanari, prima con il nonno Antioco, poi con il padre Giuseppe e infine con i figli: Rosetta, Antioco, Enedina e Giovanni, esercita il magico mestiere della trasformazione del latte in formaggio, aiutandosi con la sperimentazione e il miglioramento delle segrete tecniche casearie tramandate nei decenni da generazione in generazione.

Segreti, che solo chi ama appassionatamente la propria terra e la propria arte può conoscere.

I segreti del latte di pecora e di quello di capra, raccolto presso gli allevatori della zona, da animali sempre liberi nei campi e nelle montagne, la cui dieta è costituita da erbe aromatiche e incontaminate proprie della macchia  mediterranea.

I segreti del caglio, vero ingrediente magico della trasformazione del latte, fatto direttamente in caseificio dagli stessi allevatori, ottenuto grazie all’acquisto e alla successiva lavorazione dei caglioli.

I segreti del fermento, che conferisce il particolare  aroma e gusto al formaggio, fatto esso stesso dalle sapienti mani del casaro.

I segreti del riscaldamento del latte, termizzato a basse temperature per non distruggere i profumi, gli aromi e i sapori  che  la natura con  tanta generosità ci ha concesso.

I segreti della lavorazione della cagliata, grazie alla quale si ottiene un formaggio esclusivo sia nel gusto che nella forma, attraverso l’uso di cesti in giunco intrecciati a mano, con gli arbusti raccolti negli stagni delle zone paludose dell’oristanese.

È proprio nel rispetto delle tradizioni e nella salvaguardia dell’ambiente che i Fratelli Fanari nel 2010 hanno deciso di installare un impianto fotovoltaico per la produzione dell’energia elettrica necessaria  al fabbisogno energetico dello stabilimento.